RECENSIONI
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culei consente piuttosto a Vico di elaborare il criterio delTuniformità della men­
te umana e delle tappe del suo sviluppo» (pp. 127-128).
Ciascuna delle figure mitologiche appena richiamate - nota bene Bassi - è
scelta da Vico per l’emblematicità attraverso cui essa si colloca nell’ambito dei
punti di svolta della «storia ideale eterna», venendo pertanto a rappresentare
l’«oggettivazione di un vincolo» (p. 193), lungo un percorso che si articola at­
traverso strutture determinate storicamente sul piano sociale, civile e linguisti­
co. E per questo che solo attraverso il mito l’uomo «passa per Vico dalla con-
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Ìone individuale alla dimensione sociale, tanto che la
Scienza nuova
può es­
sere letta come una
mitobiografia,
in cui la biografia storica dell’umanità si sco­
pre intessuta di mitologemi ricorrenti in formulazioni sempre rinnovate» (p.
194). Una chiave di lettura, questa, che l’intera indagine documenta di fatto con
estrema precisione e dovizia di fonti.
A
lessia
S
cognam iglio
R
affaele
R
uggiero
,
La ‘volgar tradizione’. Provedi critica testuale in Giam­
battista Vico,
Lecce, Pensa, 2001, pp. 288.
Lo studio mira a organizzare un discorso omogeneo ed esauriente intorno
alle espressioni di critica testuale nell’opera di Vico, attraverso una serie di ri­
ferimenti - diretti e indiretti - alla «volgar tradizione», ossia a tutti quegli ar­
gomenti precipui del dibattito culturale coevo, del quale il filosofo napoletano
si rese interprete organico. Raffaele Ruggiero prende in esame un solo aspetto
del problema, quello della tradizione dei testi legati alla cultura che li ha pro­
dotti, e lo fa articolando i vari saggi che insieme compongono l’indagine in mo­
do da trattare rispettivamente della cosiddetta « ‘prima forma’ etimologica» del­
la gnoseologia vichiana (p. 27), della retorica autobiografica e apologetica, del­
le importanti riflessioni su diritto romano e
epos
omerico. Da subito, l’A. rileva
come, già a partire dalle
Orazioni inaugurali,
la riflessione storica di Vico espli­
citi una visione fortemente unitaria della cultura e del sistema dei saperi, per­
cezione, questa, resa ancora più limpida dalla topica, intesa da Vico sia come
strumento grazie al quale l’indagine si compone, sia come tramite linguistico
della ricerca, che, non di rado, si manifesta alla maniera di una ‘critica testuale’
quanto mai raffinata nelle forme e nei metodi.
Così, nel primo e più breve contributo (
Paesaggi vichiani. Dal
De antiquis­
sima Italorum sapientia
alle sogliedi una scienza nuova
, pp. 29-69) Ruggiero ten­
de a verificare se e in che modo il pensiero del filosofo napoletano si presenti
come tentativo di «costruire una ‘nuova mappa del mondo’» (p. 31), alla luce
della considerazione secondo la quale «il sistema in cui
verum et factum con­
vertuntur
sembrerebbe [...] un indice ragionato destinato a conferire unità al­
le luci, alle ombre, perfino alle
terrae incognitae
nel quadro dei saperi relativi
della civiltà preilluministica»
(ivi).
L’A. riscontra pertanto, dalla serie dei nu-
1...,201,202,203,204,205,206,207,208,209,210 212,213,214,215,216,217,218,219,220,221,...305